Salvia

Salvia officinalis L.
Famiglia: Lamiaceae

La salvia è una pianta originaria dell’areale mediterraneo, dal quale si è diffusa in tutto il pianeta in particolar modo nell’Europa meridionale. Allo stato spontaneo si ritrova sia in aree di pianura che di montagna fino anche a 1500 m.s.l.m; attualmente sono conosciute circa 700 specie appartenenti al genere Salvia, delle quali circa una ventina sono presenti in Italia. Nella penisola è diffusa in particolar modo un po’ in tutto l’areale dell’olivo, essendo appunto la salvia una pianta tipicamente mediterranea.

La salvia è un suffrutice cespuglioso sempreverde, perennante, a comportamento xerofitico. La pianta raggiunge 50-70 cm di altezza, l’apparato radicale è fascicolato, i fusti sono ramificati e quadrangolari, le foglie sono di colore verde-grigiastro, lunghe 7-8 cm, opposte, lanceolate, rugose e con bordi leggermente dentati. I fiori sono di colore bianco-violaceo-rosa, tubolari, spesso androsterili, e sono raggruppati in infiorescenze terminali chiamate spicastri; il frutto è un tetrachenio di forma pressoché sferica e di colore bruno scuro. La salvia è una pianta caratterizzata da una fase di stasi vegetativa durante il periodo autunno-vernino variabile da tre a cinque mesi in funzione dell’andamento climatico; la fioritura avviene tra maggio e giugno. È una pianta sensibile alle temperature inferiori a 0°C, ma risulta sensibile anche a periodi particolarmente prolungati di siccità associati ad alte temperature; l’ambiente di vegetazione ideale è quindi rappresentato da condizioni di clima caldo, poco piovoso, e da terreni leggeri e calcarei. Infatti le condizioni pedoclimatiche della stazione di vegetazione influenzano sensibilmente la formazione degli oli essenziali.

Le proprietà officinali della salvia sono note sin dai tempi antichi infatti il nome deriva dal latino salveo (salvare, star sano) indicando appunto le proprietà curative attribuite alla pianta. Della salvia vengono utilizzate le foglie, le cime intere o addirittura l’intera pianta. Il contenuto in oli essenziali varia nei diversi organi della pianta infatti risulta piuttosto basso nei fusti, aumenta nei fiori e risulta infine molto elevato nelle foglie (quelle apicali hanno un maggiore contenuto rispetto a quelle basali); inoltre la quantità di oli essenziali risulta maggiore nelle foglie durante il periodo di pre-fioritura e nelle foglie delle piante sterili. I principi attivi contenuti nell’olio di salvia sono numerosi; i più rappresentativi risultano essere α e β tujone, canfora, cineolo, borneolo, eucaliptolo, colina e asparagina. La salvia viene quindi utilizzata in campo cosmetico ed erboristico (saponi, profumi, shampoo, detergenti), alimentare (aroma per carni, pesci, formaggi), ma anche in campo fitoterapico in virtù delle sue proprietà antiossidanti, spasmolitiche, antisettiche ed antinfiammatorie. Un infuso preparato con foglie di salvia può essere utilizzato contro bronchiti, catarro, infiammazioni delle tonsille e per favorire la digestione; le foglie messe a macerare con alcool puro per dieci giorni possono essere utilizzate contro i vermi intestinali. Bisogna specificare che un utilizzo prolungato di salvia o dosi elevate può causare effetti tossici attribuiti al tujone.