Prezzemolo

Petroselinum crispum (Mill.)
Famiglia: Apiaceae

Il prezzemolo è una specie originaria dell’area mediterranea, era infatti conosciuta già dagli antichi Romani come pianta officinale; la sua diffusione è quindi prima avvenuta in Italia, poi nei paesi del Centro-Nord Europa e quindi negli altri continenti. In Italia risulta notevolmente presente nelle regioni meridionali, soprattutto Puglia e Sicilia; vegeta infatti allo stato spontaneo in boschi e prati di zone a clima temperato.

Il prezzemolo è una pianta erbacea biennale caratterizzata nel primo anno di vita da uno sviluppo vegetativo, mentre nel secondo anno da uno riproduttivo. Dopo la fase di emergenza della plantula si forma una rosetta con foglie picciolate, pennatosette, arricciate, lisce o increspate e si sviluppa un apparato radicale robusto e fittonante; nel secondo anno dopo un periodo di vernalizzazione ed in presenza di un fotoperiodo lungo la pianta sviluppa degli steli fiorali che possono anche superare il metro di altezza. L’infiorescenza è a ombrella composta ed è formata da diverse ombrellette ciascuna delle quali è costituita da una decina di fiori ermafroditi di colore giallo-verde; l’impollinazione è prevalentemente allogama ed avviene ad opera di insetti pronubi. Il frutto è un diachenio; i singoli acheni hanno dimensioni ridotte (pochi millimetri) e colore bruno.

Le parti della pianta utilizzate sono le foglie in quanto dotate di proprietà aromatiche e molto ricche di vitamine e sali minerali, ed i frutti e le radici che essendo ricchi di olio essenziale vengono maggiormente utilizzati per scopi officinali. Il componente principale dell’olio essenziale è l’apiolo accompagnato da miristina, terpeni, apiina, ma anche zuccheri, mucillagini, vitamine e potassio. In campo erboristico la pianta viene utilizzata in prodotti contro la caduta dei capelli e per favorire la scomparsa delle lentiggini. In campo fitoterapico il prezzemolo viene utilizzato in virtù delle sue proprietà digestive, diuretiche, sudorifere, depurative, vitaminizzanti, antispasmodiche, emocinetiche ed emmenagoghe; i frutti della pianta esplicano un’azione regolativa del ciclo mestruale, mentre il succo delle foglie allo stato fresco risulta lenitivo nei confronti di punture d’insetto. Anticamente al prezzemolo venivano attribuite attività abortive in virtù delle contrazioni uterine associate ad un afflusso di sangue nella regione pelvica e bisogna specificare che gli stessi componenti che sono alla base di questo fenomeno se ingeriti a dosi elevate possono causare intossicazioni, paralisi, capogiri, forte calo della pressione arteriosa e rallentamento del battito cardiaco.