Malva

Malva sylvestris L.
Famiglia: Malvaceae

La malva è una pianta originaria dell’area europea ed asiatica occidentale, dove appunto è molto diffusa allo stato spontaneo. In Italia è molto diffusa allo stato spontaneo dalle zone di mare fino a quelle subalpine, soprattutto in zone erbose ed incolte.

La malva è una pianta erbacea cespitosa, biennale o perenne, a portamento eretto o semi-prostrato, che raggiunge un’altezza compresa tra 60-90 cm, con apparato radicale fittonante e provvisto di numerose ramificazioni. I fusti sono angolari, ramificati e leggermente pubescenti, mentre le foglie sono di grandi dimensioni, tomentose, lungamente picciolate, palmato-lobate con margine crenato; i fiori sono di colore rosato, porporino-violaceo e talvolta bianco, riuniti in mazzetti portati all’ascella fogliare. Il frutto è un poliachenio. È una pianta che si adatta facilmente a diverse condizioni pedoclimatiche, per questo è molto diffusa allo stato spontaneo; è caratterizzata da un lungo periodo di fioritura scalare che va da marzo fino a settembre-ottobre.

Le parti delle pianta che vengono utilizzate sono le foglie, i fiori, i teneri germogli e marginalmente anche le radici. La malva viene principalmente utilizzata in campo fitoterapico in virtù delle sue proprietà emollienti, antinfiammatorie delle mucose e di regolatore intestinale; può essere quindi utilizzata come lassativo, come emolliente e protettivo nelle stomatiti, nelle ulcere gastriche e anche come rimedio contro la tosse. Un infuso preparato con foglie di malva può essere utilizzato in caso di bronchite, laringite, faringite, catarro e raucedine; l’infuso può anche essere utilizzato per effettuare sciacqui, gargarismi e lavaggi in caso di infiammazioni delle mucose, foruncolosi e  pruriti. Le principali componenti che conferiscono queste proprietà alla malva sono: mucillagini, tannini, antociani (malvina e malvidina), zuccheri, olio essenziale, pectine e vitamine varie (A, B, C).