Liquirizia

Glycyrrhiza glabra L.
Famiglia: Leguminosae

La liquirizia è una specie originaria dell’area mediterraneo-orientale, infatti si rinviene ampiamente allo stato spontaneo in Italia, Turchia, Grecia, Spagna, Marocco, Algeria e Tunisia; nonostante tutto il suo areale di distribuzione si estende fino alle zone temperate dell’Asia, dell’Australia e dell’America settentrionale. In Italia è molto diffusa allo stato spontaneo soprattutto nelle regioni meridionali, infatti il suo areale di distribuzione all’interno della penisola può essere ricondotto a quello della vite e dell’olivo.

La liquirizia è una specie perenne suffruticosa. I fusti sono cespugliosi ed eretti, cilindrici e glabri, Le foglie sono composte, alterne, imparipennate, picciolate e formate da 5-6 coppie di piccole foglioline di forma ellittica; i fiori sono di piccole dimensioni, di colore azzurro-violaceo e riuniti in racemi ascellari peduncolati, mentre il frutto è un legume contenente semi di piccole dimensioni e di colore bruno. L’apparato ipogeo della pianta è molto sviluppato ed è costituito da radici fittonanti molto profonde e di colore bruno-rossastro dette “chiodare”, e da stoloni sotterranei (comunemente chiamate radici rizomatose o “cordare”) internamente di colore giallastro e di sapore dolce e gradevole; gli stoloni sotterranei hanno un andamento quasi parallelo alla superficie del terreno e sono muniti di gemme dalle quali si dipartono nuovi germogli che permettono quindi l’espansione della pianta fino anche a 2 metri di distanza dalla pianta di origine. Il ciclo della liquirizia è primaverile-estivo, e l’attività vegetativa si concentra tra i mesi di marzo e ottobre quando la pianta comincia a perdere le foglie con conseguente essiccamento della parte epigea; la fioritura si ha in estate nei mesi di giugno-luglio. La durata del periodo vegetativo è correlata con l’andamento delle temperature, e le temperature ottimali per la pianta sono di 22-24°C; in virtù dell’apparato radicale molto sviluppato è una specie resistente alla siccità e che vegeta bene in suoli profondi.

La parte della pianta utilizzata è l’apparato radicale (stoloni e radici) dal quale vengono estratti i principi attivi che trovano ampio utilizzo in vari campi d’applicazione. Il principio attivo fondamentale è la glicirrizina (acido glicirrizico) che tra le altre proprietà ha anche la capacità di favorire la ritenzione del sodio e dell’acqua nelle cellule riducendo quindi la necessità di acqua dell’organismo (grazie a questa proprietà in passato agli eserciti che operavano in zone aride veniva inclusa la liquirizia nella razione alimentare); bisogna specificare che l’assunzione elevata di glicirrizina può incrementare eccessivamente la pressione sanguigna ed alterare il metabolismo del sodio e del potassio. Nel campo della cosmesi viene utilizzata per la produzione di creme (idratanti e schiarenti), e prodotti per l’igiene del corpo. In campo alimentare viene utilizzata per la produzione di bastoncini dal sapore gradevole da masticare, per la produzione di integratori alimentari e dietetici, per l’inscurimento della birra e per la produzione di liquori; la liquirizia ha inoltre un elevato potere dolcificante, fino a 50 volte superiore rispetto al saccarosio. In campo fitoterapico la liquirizia trova largo impiego in virtù delle sue proprietà emollienti, espettoranti, antisettiche, nelle affezioni polmonari e bronchiali e nel trattamento dell’ulcera grazie alla sua azione protettiva della mucosa grastrica; in questo campo è largamente utilizzata sotto forma di pastiglie dal sapore dolce e gradevole che calmano la tosse e riducono la dipendenza dal fumo. La liquirizia può essere somministrata da masticare ai bambini in quanto ne favorisce il corretto processo della dentizione mentre un infuso di liquirizia può essere utilizzato per calmare e decongestionare gli occhi affaticati.